Associazione Roma Sapiens - Le celebrazioni: anche un'opportunità di rivisitazione storica

Le celebrazioni: anche un'opportunità di rivisitazione storica

di Antonio Gianni
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16/06/2011
Le celebrazioni: anche un'opportunità di rivisitazione storica

Festeggiamo il secolo e mezzo d’Unità Nazionale con slancio e passione, ma non dimentichiamo che proprio 150 anni fa l’assedio di Gaeta determinò la fine del Regno delle Due Sicilie con la partenza di Francesco II di Borbone per Roma, primo dei milioni di emigranti che avrebbero in futuro lasciato il Sud Italia alla ricerca di un esistenza dignitosa. Forse non tutti ricordano che soltanto cinque anni prima, nel 1856 a Parigi, veniva assegnato al Regno delle Due Sicilie il premio del «Terzo Paese al mondo per sviluppo industriale», prestigioso riconoscimento per una dinastia altresì ricordata con l’aforisma «Festa, farina e forca» ed evidente strumentalizzazione (da parte dei vincitori) sull’operato di una dinastia da… primato!
Come italiani e cittadini del mondo ci sentiamo avviliti dalla cronaca attuale che ci descrive quella che fu la bella capitale del Regno delle due Sicilie come una città che soffoca sotto tonnellate di rifiuti; appare inverosimile scoprire che un decreto emanato il 3 maggio 1832, il numero 21, da Re Ferdinando II di Borbone, analizzava e regolamentava l’intera situazione igienica dei rifiuti napoletani. Inoltre, un’ordinanza della prefettura di polizia disciplinava, nei dettagli, “lo spazzamento” e“l’innaffiamento” delle strade, compresa una sorta di “raccolta differenziata” per il vetro che veniva recuperato e riciclato dalle numerose vetrerie presenti nel Regno delle due Sicilie. Restando in campi a noi vicini, quale quello della sanità pubblica, appare evidente come alcuni degli Stati preunitari (Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie) avessero già una rete capillare di controllo e assistenza in ambito sanitario, ben superiore ad altri (Regno di Sardegna e Lombardo - Veneto). Infatti, il primo documento riguardante provvedimenti di Sanità Pubblica nel Regno delle Due Sicilie risale al 1749, allorché il Senato di Palermo pubblica uno studio sull’epidemia di peste che nel 1743 aveva colpito la città di Messina e propone eventuali misure di protezione e l’istituzione di cordoni sanitari portuali.
Nel 1817 il Re Ferdinando I formula un Regio Decreto, trasformato poi in Legge nel 1819, “volendo che in tutta l’estensione de’ reali dominj, il servizio della pubblica salute fosse regolato con principj e metodi uniformi”, con l’istituzione della figura del Supremo Magistrato di Salute Pubblica e una Soprintendenza generale, dipendenti dal Ministero dell’Interno. Affianca il Supremo Magistrato e la Soprintendenza una Facoltà Medica, composta da sei professori di medicina, un professore di chimica e un architetto, quest’ultimo con il compito di suggerire le misure logistiche necessarie, ad esempio,per fronteggiare eventuali epidemie.
Tra i compiti dei Supremi Magistrati vi è quello di stabilire tutte le misure generali che la garanzia della salute pubblica esige nelle diverse circostanze. L’importanza della legge è evidente. In un’epoca infatti in cui il concetto di Salute pubblica è ancora acerbo, il Re Borbone è il primo nella futura Italia a dar vita a una legge organica in materia di salute.
Carlo Alberto di Savoia ci arriverà solo 12 anni dopo, nel 1831, con la pubblicazione di un Codice di Salute Pubblica, ma si dovrà attendere fino al 1888 per l’emanazione della prima legge di sanità pubblica del Regno d’Italia: la Crispi-Pagliani, basata sull’assetto sanitario del Piemonte.
Di rilievo l’importanza dell’Ufficio Vaccinazione, con sede a Napoli, composto da dieci soci ordinarii e due aggiunti (uno dunque per ognuno dei 12 distretti della città), il servizio dei quali è giornaliero e gratuito. La sua fondazione risale al 1802, ad opera di Ferdinando I. Considerando che gli esperimenti del chirurgo Jenner sulla vaccinazione risalgono al 1798, si ha un oggettivo riscontro dell’efficienza Borbonica!
Celebriamo l’Italia unita, unica, democratica e repubblicana consapevoli che per questi principi abbiamo fornito un immenso tributo. Per questa terra abbiamo sofferto, combattuto e pagato, ma non possiamo credere solo a ricostruzioni mistificanti di quella che fu una vera e propria invasione sabauda per risanare, con le grandi ricchezze del Regno delle due Sicilie, le finanze di regioni settentrionali come Lombardia, Piemonte e Liguria, compromesse dalla sproporzionata spesa pubblica sostenuta dal Regno di Sardegna in quegli anni. È infatti accertato che il debito pubblico piemontese crebbe nel decennio precedente al 1860 del 565%, producendo come effetto un aumento vertiginoso delle tasse (furono introdotte negli stati sardi ben 23 nuove imposte negli anni ‘50 dell’800), la vendita dei beni demaniali e la necessità di contrarre grandi prestiti, rimettendo in questo modo le sorti dello stato sabaudo nelle mani di alcuni grandi banchieri. Viceversa nello stato borbonico il debito pubblico corrispondeva solo al 16,57% del PIL, esistevano solo 5 tasse, e ciononostante, le rendite pubbliche aumentarono in quegli anni, da 16 milioni a 30 milioni di ducati.
Un recente studio della Banca d’Italia dimostra come, ancora nel 1871, l’indice di industrializzazione delle principali province campane e siciliane fosse, in particolare per la provincia di Napoli, allo stesso livello delle 3 province del triangolo industriale (Genova-Milano- Torino) e in ogni caso superiore a quello della maggior parte delle province italiane. In questo quadro economico la Calabria si presentava come la più ricca Regione d’Italia, mentre la Campania come la regione più industrializzata. Di questo dileggiato Sud, di cui oggi una parte degli italiani vorrebbe volentieri fare a meno, ricordiamo, anche grazie all’opportunità dellacelebrazione commemorativa, il significativo contributo per risolvere quella “questione settentrionale” di cui ancora non si parla nei libri di scuola.
Oggi la coccarda tricolore all’occhiello ci inorgoglisce per quello che rappresenta della nostra storia e con inatteso spirito patriottico al motto di «Terroni o padani siam tutti italiani» censuriamo chi non festeggia o peggio dileggia l’unità nazionale.
Le celebrazioni devono rappresentare anche un’opportunità di rivisitazione storica, oggi che i tempi sono maturi e non possono essere contaminati da strumentalizzazioni ideologiche, oggi che c’è chi, con argomentario verbale di origine tribale, inneggia al secessionismo, vogliamo ricordare che la “nostra” storia, indipendentemente dalla latitudine, inizia prima dei 150 anni, ognuno con il suo passato nobile o plebeo, ricco o povero.
È questa straordinaria miscellanea che ha caratterizzato il nostro DNA ed è elemento fondante dell’essere Italia unita. Una nazione costruita anche con il sangue di milioni di meridionali uccisi o deportati nei campi di concentramento allestiti dopo “l’annessione” in Piemonte, Liguria e Lombardia, uno Stato che oggi si dichiara moderno e industrializzato, ma che per decenni si è retto anche con le rimesse di chi, grazie a quella unificazione non richiesta, dovette emigrare. A questa festa partecipiamo tutti, a questa identità nazionale non vogliamo sottrarci, noi che pagammo di più, senza falsa retorica, ma con matura consapevolezza e corretta rivisitazione storica.
      

Ecco il sorprendente elenco dei maggiori  primati internazionali borbonici:
    

1735 Giunta dei Veleni per gli scarichi industriali M
1737 Teatro S. Carlo di Napoli M
1738 Scavi archeologici di Ercolano e Pompei M
1739 Tribunale di commercio N
1741 Abolizione dei beni ecclesiastici N
1742 Reggia di Portici, Napoli M
1743 Leggi igieniche per la prevenzione sanitaria e ambientale M
1748 Nascita della Scienza archeologica con il museo archeologico di Napoli M
1751 Albergo dei poveri, Napoli M
1754 Cattedra di Economia, Napoli: Antonio Genovesi M
1755 Accademia Belle Arti di Ercolano M
1755 Leggi a difesa del patrimonio culturale e artistico N
1762 Accademia di architettura N
1763 Cimitero pubblico a Capodimonte M
1774 Motivazione delle sentenze: Gaetano Filangeri M
1778 Bonifica del Tavoliere delle Puglie N
1778 Borsa e cambi merci N
1781 Codice marittimo M
1783 Cantieri navali di Castellammare di Stabia N
1783 Terremoto di Messina e Reggio: rapida ricostruzione con criteri antisismici M
1786 Cattedra di Astronomia, Napoli: Giuseppe Cassella M
1787 Scuola Militare della Nunziatella N
1789 Statuto di S. Lucio: leggi sociali (pensione, asili nido, indennità di malattia ecc.) M
1790 Osservatorio astronomico di Palermo (1819 a Capodimonte, Napoli) M
1792 Atlante marittimo: Rizzi-Zannoni M
1795 Orto botanico per la fitomedicina a Palermo N
1799 Lotta nazional-popolare della guerriglia contro lo straniero: Fra’ Diavolo M
1801 Museo mineralogico di Napoli M
1802 Ospedale psichiatrico S. Teresa ai Porrazzi, Palermo N
1806 Telegrafo ad asta in Sicilia N
1812 Cattedra di psicoterapia, Palermo: Giovanni linguiti N
1818 Nave a vapore: Real Ferdinando N
1818 Legge sulle monete, sulla finanza e sulla zecca M
1819 Codice Napoletano: raccolta leggi civili N
1820 Codice Militare M
1825 Scuola ufficiale di artiglieria N
1827 Linea di navigazione a vapore con navi nazionali E
1831 Aiuti all’agricoltura: Accademie Agricole e Monti Frumentari N
1831 Aiuti all’industria: Istituto di Incoraggiamento di Arti e Manifatture a Palermo N
1831 Carrozze omnibus nelle grandi città N
1832 Ordinanza prefettizia a Napoli per la nettezza urbana che comprende la raccolta differenziata M
1832 Incentivi alla Marina Mercantile per esportazioni N
1832 Pozzo artesiano: Torre dell’Annunziata N
1832 Leggi sanitarie: Decreto sulla quarantena per evitare contagi a Nitida N
1833 Stazione meteorologica “Osservatorio Vesuviano” M
1833 Aiuti al commercio: incentivi alle linee marittime di esportazione se fanno anche importazione N
1833 Nave da crociera Francesco I N
1833 Corpo dei Pompieri N
1834 Aiuti all’industria: costituzione, a Napoli, della Compagnia Edilizia per il Credito Urbano N
1834 Fabbrica di zucchero di barbabietola a Sarno N
1835 Scuole di Commercio e Agricoltura: Napoli, Barletta, Palermo, Melfi ecc. N
1835 Ponti in ferro sul Garigliano e sul Calore E
1836 Marchio DOC: società di enologia N
1836 Fonderia a Napoli (Maddalena) Lino&Henri N
1836 Compagnia di Assicurazioni Generali: partenopea Sebezia N
1836 Linea di navigazione marittima del Mediterraneo N
1837 Illuminazione a gas nella città di Napoli N
1838 Navigazione interoceanica: capitan De Bartolo in Malesia per la via del pepe N
1839 Agevolazione daziarie su libri stranieri esportando libri nazionali N
1839 Istituzione asili infantili “al di qua del Faro” N
1839 Ferrovia: Napoli-Portici N
1839 Linea di diligenze: Napoli-Roma N
1840 Alpinismo: scalata Monte Bianco affrontata dal marchese Giuseppe Imperiale N
1840 Industria metalmeccanico di Pietrarsa N
1841 Scuola macchinisti a Pietrarsa E
1841 Osservatorio sismologico: Vesuvio M
1843 Pirofregata Ercole. Nave da guerra a vapore N
1843 Faro lenticolare nel porto di Napoli (direzione lavori M. Melloni e E. Lauria) N
1844 Marchio D.O.C.: olio pugliese N
1847 Propulsione ad elica per navigazione marittima: nave Giglio delle Onde (Castellammare di Stabia) N
1848 Forma di monarchia costituzionale N
1848 Esperimento di illuminazione ottica: Lecce N
1852 Bacino di carenaggio in muratura nel porto di Napoli N
1852 Telegrafo sottomarino tra Reggio e Messina E
1852 Telegrafo elettrico (fari lenticolari) tra Napoli, Capua, Gaeta e Caserta N
1856 Esposizione Internazionale di Parigi: premio per sviluppo industriale in Italia N
1860 Propulsione ad elica per navigazione marittima militare: nave Borbone (Castellammare di Stabia) N
1860 Riserve auree banche centrali: 443,2 ml di Lire oro (66,3% dell’Italia) N
1860 Abitanti nelle città: Napoli (447.065) N
1860 Monopolio mondiale dello zolfo: 90% (industria bellica) M
1860 Flotta mercantile (4/5 di tutta Italia) E
1860 Compagnie di navigazione marittima: mediterraneo e transoceaniche N
1860 Numero di tipografie (solo a Napoli 113) N
1860 Numero di giornali e riviste N
1860 Numero di medici per abitanti N
1860 Pressione fiscale lieve basata sulle imposte dirette (proprietà immobiliari) M
1860 Numero di società per azioni N
1860 Numero di teatri e conservatori musicali N
1860 Sistema pensionistico pubblico (2% di ritenuta mensile) M
1860 Più bassa mortalità infantile N
1860 Bilancio pubblico in pareggio N
1860 Minor tasso di sconto (max 5%) N
1860 Maggior quotazione Rendita Napoletana a Parigi (120%) N
1860 Diffusione sportelli bancari N
1860 Piano regolatore città di Napoli (con individuazione centro direzionale) N
1860 Industria di guanti (pelle di cuoio) con oltre 500mila dozzine esportate M
1860 Industria della seta (da S. Leucio e da tutto il Regno) per qualità M
1860 Maggior numero amnistiati e minor numero di giustiziati politici E
1860 Saline (soprattutto pugliesi e siciliane) E

Tipo di primato:

N= Primato nazionale
E=Primato europeo
M=Primato mondialeDa www.neoborbonici.it modificato.
    
(da www.neoborbonici.it  modificato)